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Tumore alla prostata, un farmaco contro l'Hiv blocca le metastasi


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Il tumore alla prostata interessa gran parte della popolazione maschile dai 50/60 anni in su. E anche se oggi la probabilità di guarigione sta aumentando, quando il tumore arriva ad interessare anche le ossa con la presenza di metastasi, la situazione diventa più difficile e complicata. Però anche in questo caso emerge una speranza. Secondo lo studio pubblicato sulla rivista “Cancer Reserch” dai ricercatori statunitensi del Sidney Kimmel Cancer Center dellaThomas Jefferson University di Filadelfia in Pennsylvania, le terapie mirate alla al ricettore CCR5, usate nella cura dell´Hiv, potrebbero ridurre la diffusione del tumore alla prostata, quando presenta metastasi anche alle ossa. I due studiosi, in ricerche precedenti, avevano verificato che l´attività di questo ricettore aveva un ruolo chiave anche nella formazione di metastasi polmonari nelle donne che avevano un tumore al seno. Sulla base di queste informazioni, hanno ricreato un modello umano di carcinoma prostatico per vedere se anche in questo caso il ricettore CCR5 fosse determinante nella formazione delle metastasi. Una volta appurato che era così, hanno provato a vedere se il farmaco utilizzato per bloccare il virus dell´Hiv, funzionasse anche per il tumore. E stando agli esiti della sperimentazione, il maraviroc (così si chiama il farmaco) è in grado di bloccare la formazione di altre metastasi di circa il 60% nelle cavie utilizzate in laboratorio. Se i risultati venissero confermati, il fatto di disporre di un farmaco già approvato in America per il trattamento clinico di Hiv, potrebbe accorciare sensibilmente i tempi necessari per trasferire questa scoperta nella pratica clinica. Un aspetto molto importante però, sarà quello di identificare il momento più appropriato nel corso della malattia per utilizzare tale l’inibitore perché, da quanto si evince dagli esiti della ricerca, maraviroc appare in grado di ridurre la formazione di metastasi ma non è noto il suo effetto su metastasi già presenti.

Pubblicato il: 18/12/2014
Redazione: Pagine Salute


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