ASSISTENZA INSERZIONISTI:

TEL ROMA 06.94800.774

FAX ROMA 06.94800.775

TEL MILANO 02.3031.6868 Fax 02.3031.6869

FAX MILANO 02.3031.6869

MAIL info@paginesalute.it

NEWS

FIGLIO UNICO e' un bene o un male?


OPERATORI E CENTRI

APRI - CHIUDI

E’ un bene o un male il figlio unico? Nell’attuale società i figli sono una realtà sempre più diffusa e ciò va addebitato alla particolare congiuntura sia alla particolare socio economica, sia alle profonde trasformazioni della cultura di genere che hanno visto la donna sempre meno relegata all’esclusivo ruolo di moglie e di madre. Ma essere figli unici è un vantaggio o uno svantaggio? Indubbiamente il figlio unico beneficia di molteplici cure ed attenzioni da parte dei genitori, talvolta emotivamente sbilanciate e se ciò rappresenta un grande vantaggio dal punto di vista dell’appagamento affettivo, può invece rappresentare un grande ostacolo per l’acquisizione dell’autonomia, condizionando negativamente il processo di emancipazione dalla famiglia di origine. Una presenza genitoriale eccessiva, onnipresente e ingombrante non lascia sicuramente spazio a quei processi di crescita, esplorazione e sperimentazione che sono alla base dello sviluppo di una personalità capace di affrontare ed elaborare le frustrazioni e gli insuccessi. A tale proposito può essere illuminante la ricerca condotta nel 2000 da Giusti e Manucci su 34 figli unici di età compresa tra i 28 e i 35 anni, i quali rilevarono che solo una esigua componete di essi viveva al di fuori del nucleo familiare di origine deducendo così che il figlio unico possa avvertire maggiori difficoltà nel processo di emancipazione dalla famiglia. Ma è possibile per i genitori di figli unici ovviare a tali dinamiche? Sicuramente si. E’ sufficiente che i genitori assumano condotte più serene e razionali di “colludere con le spinte regressive” messe in atto dal figlio unico nel momento in cui, com’è normale in qualsiasi processo di crescita e di cambiamento, vi siano fasi di scoraggiamento che inducono ad attuare un passo indietro verso la sicurezza invece che “in avanti, verso l’incertezza dell’estraneità e della crescita” (Giusti, Manucci, 2000, 35). Ciò a significare che il non avere fratelli di per sé non costituisce un ostacolo ad uno sviluppo di una personalità autonoma, ma affinchè ciò possa realizzarsi è opportuno che i genitori tengano sempre a mente gli obiettivi educativi legati al loro ruolo.

Pubblicato il: 20/01/2015
Redazione: Pagine Salute


INSERISCI COMMENTO:

Inserire Username
Inserire Password
IMMAGINE:
VIDEO:
PDF:
Inserire Commento



NON SEI ANCORA ISCRITTO AL PORTALE? ISCRIVITI!

CONDIVIDI QUESTA NOTIZIA:


INVIA QUESTA NOTIZIA:
 

ACCEDI ALLA HOME PAGE TERRITORIALE DI:

FAMIGLIA

 
 

REDAZIONALI CORRELATI:

EVENTI

IN PROGRAMMA
REALIZZATI

OPERATORI E CENTRI