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Staminali, nuova cura per le malattie renali


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Le malattie renali sono purtroppo in aumento e viene sempre più messo in evidenza il ruolo giocato dalla genetica. Circa 40 milioni di europei soffrono di malattie renali. Ad oggi gli esperti sono stati in grado di individuare circa 200 differenti patologie renali che vanno da quelle più frequenti, come per esempio il rene policistico, a quelle più rare. Per tutte le persone affette da queste patologie è in arrivo dall´Italia una buona notizia. Infatti a Firenze, grazie alla collaborazione tra i team della Nefrologia e della Genetica dell’Ospedale pediatrico Meyer e dell’Università di Firenze, è stato messo punto un metodo per ottenere ´progenitori renali´ dalle urine dei bambini con malattie renali base genetica. I progenitori renali, sono delle cellule staminali capaci di generare molti tipi di cellule renali. Con questo studio, pubblicato sull´edizione online del Journal of the American Society of Nephrology, i ricercatori hanno cercato di mettere a punto un metodo che consentisse di costruire un modello “personalizzato” di malattia, partendo dalle urine dei bambini affetti da malattie renali. Per arrivare a questo, hanno purificato e amplificato i progenitori renali dalle urine di ogni singolo bambino malato. Rari progenitori renali vengono persi nelle urine delle persone con malattie renali. Sebbene rare, queste cellule hanno però una enorme capacità di crescere: con questo metodo, si favorisce questa capacità di amplificarsi e da una singola cellula se ne possono ottenerne milioni. Poi, possono essere trattate con sostanze che sono in grado di farle diventare la cellula renale che si vuole studiare. In questo modo si può ottenere un modello unico, che porta scritte su di sé tutte le alterazioni genetiche e le influenze ambientali che hanno determinato quella malattia in quel paziente e che sarà utilissimo per studiare molte malattie renali le cui cause rimangono ancora sconosciute. Un orgoglio tutto italiano quindi, a cui già guarda la comunità scientifica internazionale.

Pubblicato il: 03/02/2015
Redazione: Pagine Salute


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