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Gli specializzandi "non medici" rivendicano i propri diritti


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Difficile la situazione degli specializzandi “non medici” del settore sanitario (biologici chimici, psicologi, fisici iscritti alle scuole di specializzazione sanitarie, ecc.) i quali, pur avendo tutti gli obblighi e doveri dei colleghi medici, non hanno diritto ad uguale riconoscimento, né economico né in termini di diritti fondamentali. Infatti, i laureati in medicina che accedono tramite concorso alla scuola di specializzazione medica sono assegnatari di un contratto di formazione specialistica per l’intera durata del corso, nonché di un trattamento economico e di una copertura previdenziale.   Molto differente è il trattamento riservato ai laureati “non medici”, altrettanto vincitori di concorso. Essi non beneficiano della medesima posizione contrattuale né dello stesso trattamento economico, e sono altresì tenuti a pagare il premio per la copertura assicurativa dei rischi professionali. Da tempo gli specializzandi “non medici” rivendicano l’applicazione del trattamento contrattuale di formazione specialistica di cui all’articolo 37 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni. Attualmente però non sussiste alcuna equiparazione giuridica delle categorie degli specializzandi medici e dei non medici.   Sul piano lavorativo gli specializzandi laureati in discipline diverse da medicina e chirurgia svolgono al pari dei propri colleghi specializzandi medici un impegno eguale a quello previsto per il personale medico del Servizio Sanitario Nazionale a tempo pieno e la partecipazione alla totalità delle attività del servizio di cui fanno parte le strutture nelle quali si effettua la scuola di specializzazione.   La differenza tra le due categorie sta in una disparità di trattamento contrattuale, seppure dal decreto ministeriale dell’1 agosto 2005 si evinca un’assoluta equiparazione, atteso il riconoscimento del diritto all’inquadramento dell’attività svolta da soggetti specializzandi mediante uno specifico contratto di formazione specialistica con relativa corresponsione di un trattamento economico. Di conseguenza, la medesima disciplina organizzativa, con l’individuazione, peraltro, di un Osservatorio Nazionale unico per le discipline mediche e non mediche.   Cosa possono fare dunque gli specializzandi “non medici” per vedersi riconosciuti gli stessi diritti dei propri colleghi medici? L’Avvocato Pellegrini Quarantotti ha dichiarato che tutti gli specializzandi "non medici" che hanno frequentato o stanno frequentando la scuola di specializzazione possono agire in giudizio per vedersi riconosciuto lo stesso trattamento contrattuale ed economico di formazione specialistica riservato agli specializzandi medici.  

Pubblicato il: 23/02/2015
Redazione: Pagine Salute


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