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Action Aid contro la violenza sulle donne


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Le Nazioni Unite hanno confermato un dato agghiacciante: circa il 70% delle donne, nel corso della propria vita, subirà un abuso, e, nella maggior parte dei casi, chi perpetrerà la violenza sarà proprio qualcuno "di fiducia". E´ ormai drammaticamente risaputo che la violenza contro le donne è un fenomeno universale, che si declina in abusi fisici, sessuali, psicologici, economici. Il processo di urbanizzazione accelera e cresce il numero di persone che risiede nelle aree urbane (si stima che nel 2020 il 56% della popolazione mondiale vivrà nelle sempre più enormi metropoli). Questa mastodontica crescita comporta, ovviamente, un sovrappopolamento delle aree urbanizzate, comportando problematiche quali mancanza di servizi di base, igiene, trasporti, alloggi. Cresce l´urbanizzazione, e insieme cresce la povertà e diventa palese l´inadeguatezza dei governi nel rispondere alle necessità reali della popolazione. Vittime, fra gli altri, le donne: la mancanza di sicurezza degli spazi urbani, la percezione dogmatica del ruolo attribuito al genere femminile (che è sempre di inferiorità rispetto a quello maschile), un non sempre facile accesso all´istruzione primaria, insieme alla povertà, sono tutte concause che generano fenomeni di emarginazione e violenza. Muovendosi in questo contesto, Action Aid pubblica il dossier "La città proibita - Le donne e lo spazio urbano". Il dossier si propone di sensibilizzare il pubblico, attraverso testimonianze di donne dal Sud del mondo, raccontando quanto può essere difficile per loro compiere anche le più semplici azioni quotidiane, come andare a lavoro, passeggiare o prendere un autobus, avere un´attività autonoma o vivere da sole. Lo studio condotto da ActionAid ha dimostrato come il perpetrarsi di violenze su donne (e ovviamente anche bambine) all´interno dei contesti urbani sia considerata una consuetudine in tantissime comunità. Per contrastare queste problematiche, allora, è partita l´iniziativa Safe Cities, sempre di Action Aid: "I programmi Safe cities hanno messo in atti in diversi Paesi del Sud del mondo come Cambogia, Liberia, Brasile, Nepal, Kenya, delle iniziative all´interno di scuole, università e enti pubblici al fine di aumentare il dialogo, sensibilizzare la comunità e coinvolgere i governi per lottare contro la discriminazione e la violenza di genere nelle città" (tratto da "La città proibita - Le donne e lo spazio urbano, Action Aid, 02/15) Un link importante, da leggere!

Pubblicato il: 02/03/2015
Redazione: Pagine Salute


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