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Alzheimer, colpisce anche a 20 anni


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L’accumulo della proteina Beta-Amiloide nel cervello, all’origine del decadimento cognitivo, avviene molto prima di quanto si pensasse, addirittura intorno ai 20 anni. A rilevarlo uno studio della Northwestern University negli Stati Uniti che ha evidenziato come la molecola comincia ad aggregarsi in placche tossiche già in giovane età. Sotto la lente i “cervelli” di 13 adulti tra i 22 e i 66 anni, perfettamente sani, 16 anziani tra i 70 e i 99 in perfette condizioni cognitive e 21 soggetti tra i 60 e i 95 anni colpiti da Alzheimer. Indipendentemente dai deficit cognitivi, lo studio ha messo in evidenza l’accumularsi crescente della proteina Beta-Amiloide nelle cellule colinergiche del proencefalo basale, area che viene particolarmente interessata dalla patologia. Il processo tossico, insieme alla iperfosforilazione della proteina Tau, causa infiammazione e quindi degenerazione neurale fino alla morte delle cellule cerebrali e alla demenza precoce o senile. Fino ad ora i test per individuare l’insorgere della malattia di Alzheimer sono stati di natura neuro-psicologica, ma se la strada fosse giusta in teoria si potrebbero realizzare dei marcatori in modo da scovare molto precocemente le tracce della patologia, fino a ridurne l’incidenza oltre il 50%. 

Pubblicato il: 03/03/2015
Redazione: Pagine Salute


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