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Cipomo: "farmaci cari e poco efficaci"


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Il Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO), accende i riflettori sulla questione dei costi troppo alti dei farmaci antitumorali appellandosi al Ministero della Salute e all’Aifa per una rinegoziazione dei prezzi all’utenza. Un esempio su tutti è il medicinale “bevacizumab”, che blocca l’angiogenesi, vale a dire la formazione di nuovi vasi sanguigni, utilizzato anche in Italia per curare forme di cancro al polmone, mammella, ovaie, reni e colon retto metastatico di prima e seconda linea (pazienti che hanno già subito altri trattamenti farmacologici). Uno studio realizzato negli Stati Uniti, dai ricercatori del Cancer Institute di Atlanta, guidati da Daniel Goldstein sminuirebbe notevolmente l’efficacia del bevacizumab, in particolare mettendolo in relazione al suo costo, tramite un modello matematico realizzato ad hoc. In pratica questo farmaco allungherebbe la vite dei pazienti di poco più di un mese, a fronte di un prezzo di circa 550mila dollari per ogni anno di vita guadagnato. La ricerca di cui sopra è servita come spunto per riaprire la spinosa questione della ricontrattazione dei prezzi dei farmaci anticancro nel nostro paese. I casi di tumore, in particolare quello del colon, sono in aumento e rappresentano il 20% della spesa in farmaci delle unità operative di oncologia. Il bevacizumab è stato introdotto in Italia più di 10 anni fa, e da allora il costo è rimasto invariato. Secondo i medici del CIPOMO, occorre commisurare la spesa economica, non solo in relazione al funzionamento delle medicine e alla loro garanzia di miglioramento in termini di qualità della vita, ma anche in proporzione all’incremento dei casi di tumore in continua crescita, quindi più ci si ammala di cancro, meno si dovrebbero pagare le cure. Spendere tanto per cure poco efficaci ritarda la strada a farmaci che possono rivelarsi davvero salvavita, come è accaduto per l’ ipilimumab per il melanoma cutaneo o pertuzumab (farmaco peraltro sempre di Roche) per il carcinoma mammario metastatico, per i quali l’Aifa ha ritardato di molto l’introduzione. Il prossimo mese è in agenda un incontro tra gli oncologi del CIPOMO e dell’AIOM con il Ministro Lorenzin e con i referenti dell’Aifa per trovare strategie e soluzioni comuni ad una razionalizzazione della spesa in modo da evitare gli sprechi e soprattutto i ritardi nell’accesso a cure migliori.  

Pubblicato il: 07/03/2015
Redazione: Pagine Salute


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