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Il DNA come capsula del tempo


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Vorreste conservare importanti messaggi ed informazioni per le generazioni future? Dimenticate i dischi rigidi esterni, i Blu-Ray e le chiavette USB, non resisteranno allo scorrere dei decenni e tantomeno dei secoli. Una capsula del tempo realizzata con DNA, invece, potrebbe essere la risposta alle vostre esigenze. Il Politecnico federale di Zurigo, uno dei più prestigiosi centri di ricerca a livello mondiale, infatti, sta’ lavorando su questa straordinaria intuizione, partendo dall’analisi di come sia possibile codificare informazioni in una stringa di DNA. Un solo grammo di patrimonio genetico può contenere fino a 455 exabytes, un numero elevatissimo di informazioni, considerando che un solo exabyte equivale ad un miliardo di gigabytes. Questo ‘spazio virtuale’ sarebbe sufficiente a conservare le informazioni contenute nella maggior parte degli attuali social media, da Twitter a LinkedIn, fino a Facebook e tutti gli altri. L’aspetto ancora più importante è l’incredibile durevolezza del DNA, considerando che gli stessi scienziati sono stati in grado di leggere attraverso il patrimonio genetico delle ossa di un cavallo vissuto 700.000 anni fa. E’ tuttavia necessario che il DNA in questione non abbia subito alterazioni di alcun genere. Il gruppo di esperti del Politecnico di Zurigo ha infatti individuato come ogni minimo danno presente su una stringa di patrimonio genetico lasci spazi vuoti, nel momento in cui vi vengono inserite delle informazioni. Utilizzando una speciale tecnica di ricostruzione, tuttavia, è possibile visualizzare nuovamente l’informazione originaria.   Studi successivi hanno visto gli scienziati intenti ad imitare il processo attraverso il quale i fossili mantengono intatte le sequenze di informazioni genetiche. Il segreto sta’ nell’incapsulare il DNA, privato delle molecole d’acqua, in microscopiche sfere di vetro. Successivamente e su una stringa dello stesso DNA, hanno registrato due antichi documenti: la Swiss Federal Charter del 1291 ed una versione del X secolo del Palinsesto di Archimede. Il materiale è stato conservato per una settimana e sottoposto a diverse temperature, a partire dai 60 °C fino ai 70°C, in modo da simulare il naturale processo di invecchiamento. I documenti sono rimasti perfettamente leggibili e senza alcuna alterazione, suggerendo che i dati salvati su DNA conservato a circa 10°C costanti, potrebbero rimanere intatti per circa 2.000 anni.   L’ obiettivo finale del Politecnico federale di Zurigo è quello di salvare tutto lo scibile umano, un progetto estremamente costoso, almeno al momento. Robert Grass, uno degli scienziati che sta’ lavorando alla geniale scoperta, ritiene che ogni popolo sia notevolmente influenzato dalle informazioni lasciategli dai predecessori e che, per amore della democrazia, sarebbe utile affidare ai posteri una documentazione il più possibile variegata ed esauriente.   Dott.ssa Federica Tedeschi Redazione estera: Corrispondente Pagine Salute da Londra  

Pubblicato il: 08/03/2015
Redazione: Pagine Salute


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