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Giornata Europea per l’Uso responsabile degli antibiotici


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Si celebra oggi, 18 novembre, la IX Giornata Europea degli antibiotici, promossa dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (ECDC), e dedicata a sensibilizzare la popolazione generale e gli operatori sanitari sull’uso prudente di questi farmaci e sul preoccupante fenomeno dell’antibiotico-resistenza. I dati sul consumo di antibiotici e sulle resistenze batteriche, raccolti dalle reti dell’ECDC e presentati oggi, mostrano per l’Italia un trend in diminuzione lieve ma statisticamente non significativa dei consumi di antibatterici per uso sistemico in comunità (assistenza territoriale) e un trend in crescita nel settore ospedaliero. La resistenza batterica agli antibiotici registra generalmente valori molto elevati, ben al di sopra della media europea, e con trend prevalentemente crescenti. A soli 70 anni dalla loro introduzione, si prospetta la possibilità di un futuro senza antibiotici efficaci per diversi tipi di batteri. Le conseguenze per i pazienti ospedalizzati potrebbero comprendere ritardi nella somministrazione di una terapia antibiotica adeguata, tempi di degenza più lunghi, maggiori costi sanitari ed esiti peggiori per il paziente. Ogni anno nell'UE – ricorda l’ECD – muoiono circa 25.000 persone a causa di infezioni dovute ai batteri antibiotico-resistenti. Lo scenario europeo Nel 2015, la resistenza agli antibiotici ha confermato il trend crescente per molti batteri e antibiotici sotto sorveglianza, con percentuali di resistenza generalmente più alte nell’Europa meridionale e sud-orientale. In particolare, la percentuale media europea di resistenza ai carbapenemi nella Klebisiella pneumoniae è aumentata dal 6,2% nel 2012 all’8,1% nel 2015, e in alcuni casi è stata riportata una resistenza combinata ai carbapenemi e alle polimixine (es. colistina). Questi due gruppi di antibiotici sono considerati “di ultima linea” poiché solitamente rappresentano le ultime opzioni di trattamento per i pazienti con infezione da batteri resistenti agli altri antibiotici disponibili. Mentre il consumo degli antibiotici negli ospedali è aumentato significativamente in diversi Stati Membri dell’Unione Europea, il consumo di antibiotici in comunità è diminuito in sei Stati Membri (Estonia, Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Spagna e Svezia). La situazione in Italia I dati nazionali per l’anno 2015 mostrano un consumo di antibatterici per uso sistemico in comunità (assistenza territoriale) e nel settore ospedaliero, rispettivamente di 27.5 (22.4 sono le dosi medie a livello europeo) e 2.4 (2.05 sono le dosi medie a livello europeo) dosi giornaliere per 1000 abitanti (DDD). I trend sono in diminuzione lieve ma statisticamente non significativa per l’assistenza territoriale, in aumento per l’assistenza ospedaliera. La resistenza batterica agli antibiotici registra generalmente valori molto elevati, ben al di sopra della media europea, e con trend prevalentemente crescenti. Alcuni esempi per il 2015: resistenza combinata dei batteri del genere Acinetobacter ai fluorochinoloni, agli aminoglicosidi e ai carbapenemi, 72.6%; dello Stafilococco aureo alla meticillina, 34,1% (la media europea è del 16.8%); della Klebsiella pneumonie ai carbapenemi, 33,5% (media europea 8.1%); dell’Escherichia Coli alle cefalosporine di terza generazione, 30.1% (media europea del 13.1%).



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